Akamai annuncia un importante aggiornamento della propria soluzione Akamai Guardicore Segmentation, introducendo nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale destinate a trasformare radicalmente il modo in cui le aziende progettano e applicano le policy di sicurezza. L’obiettivo è chiaro: semplificare processi complessi, ridurre i rischi operativi e rafforzare la resilienza contro minacce sempre più sofisticate, incluse quelle alimentate dall’AI. Negli ambienti IT moderni, caratterizzati da infrastrutture ibride, cloud e carichi di lavoro dinamici, la sicurezza tradizionale fatica a tenere il passo.

Le organizzazioni si trovano a gestire sistemi in continua evoluzione mentre i cybercriminali sfruttano movimenti laterali sempre più rapidi per compromettere le reti. In questo contesto, le nuove funzionalità di Guardicore Segmentation introducono un approccio automatizzato e intelligente, capace di identificare e interpretare il comportamento delle applicazioni per generare automaticamente policy di sicurezza precise e immediatamente applicabili.

A differenza delle soluzioni di microsegmentazione tradizionali, spesso percepite come complesse e rischiose da implementare, la piattaforma aggiornata punta su un modello “proof-driven”. Questo significa che le policy vengono analizzate, simulate e validate prima dell’attivazione, riducendo drasticamente il margine di errore e aumentando la fiducia dei team di sicurezza. Il risultato è una riduzione concreta della superficie di attacco e una gestione del rischio più efficace su larga scala. Tra le principali innovazioni introdotte spicca la capacità di individuazione continua, che offre visibilità in tempo reale sugli ambienti IT e rafforza l’adozione del modello Zero Trust. L’intelligenza artificiale integrata è in grado di comprendere il comportamento delle applicazioni, generando policy su vasta scala e simulandone l’impatto prima della distribuzione. Questo approccio consente di ridurre significativamente le attività manuali e di limitare i rischi operativi.

Un altro elemento chiave è l’applicazione sicura delle policy, che permette alle aziende di scalare i modelli di sicurezza senza dover necessariamente aumentare il personale. Parallelamente, il sistema introduce meccanismi di contenimento continuo del rischio, collegando direttamente le attività di rilevamento alle azioni di segmentazione. In pratica, le informazioni generate dall’AI vengono tradotte automaticamente in interventi concreti, limitando la diffusione di eventuali attacchi. Non meno importante è il coinvolgimento diretto dei proprietari delle applicazioni, grazie a workflow dedicati che accelerano i processi di approvazione e riducono le criticità operative. Questo contribuisce a rendere il modello Zero Trust realmente scalabile a livello aziendale.

“Abbiamo analizzato oltre 500 progetti di segmentazione per comprendere le principali criticità e i fattori di successo -, ha dichiarato Ofer Wolf, Senior Vice President e General Manager of Enterprise Security di Akamai -. Queste analisi hanno guidato lo sviluppo di funzionalità che coprono l’intero ciclo di contenimento del rischio, dalla rilevazione continua fino alla risposta rapida”.

La soluzione si rivolge in particolare alle aziende che operano in ambienti IT complessi, tra cloud, Kubernetes e intelligenza artificiale, e che devono affrontare sfide crescenti legate a ransomware, conformità normativa e sovranità dei dati.

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