I data center sono la struttura principale su cui si basa l’attività digitale di aziende e persone. Il mercato è in crescita e genera PIL. Inoltre il settore beneficia di un giro d’affari di 5 miliardi di euro l’anno e crea occupazione. Secondo le statistiche, però, l’Italia è al terzo posto in Europa come potenza economica, ma ha ancora tanta strada da percorrere per diventare una potenza digitale. In questo percorso data center e collaborazioni che coinvolgono stakeholder e istituzioni sarà fondamentale. Sono questi alcuni elementi emersi da Forward 2023, evento organizzato a Milano da IDA, l’associazione italiana dei costruttori e operatori di data center, nata nel dicembre di un anno fa.

“Il mercato data center è lo strumento per rendere l’Italia una potenza digitale e rafforzare la propria posizione economica sulla scacchiera europea e mondiale”, ha commentato Emmanuel Becker, presidente IDA e managing director di Equinix.

In una tavola rotonda organizzata durante l’evento, si è discusso sul tema dell’impatto del cloud in area data center. Secondo l’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, il mercato cloud italiano continua a crescere, a un tasso del 19%, per un valore complessivo di 5,52 miliardi di euro.

Fino a pochi anni fa il 95% dei data center era negli USA; oggi i clienti italiani sono numerosi e vogliono sempre più contare su un cloud vicino, per portare applicazioni critiche sulla nuvola senza difficoltà, in ogni momento. Per questo i big della tecnologia puntano a fornire servizi infrastrutturali in grado di aiutare le imprese e la società a espandersi e a diventare competitive, anche in termini di sostenibilità e ottimizzazione delle tecnologie attraverso l’Intelligenza Artificiale.

Anche il tema AI e data center ha trovato spazio, durante l’incontro. Se il mercato cloud è cresciuto a un CAGR del 19% negli ultimi due anni, il mercato dell’Artificial Intelligence, partendo da un tasso del 2.2, è giunto a una crescita del 28%. I numeri, citati dal Parlamento Europeo, parlano di un volume di dati di oltre 150 zettabyte, che salirà a 175 nel 2028. Non solo ci si deve concentrare sull’AI generativa, bisogna considerare tutte le tecnologie disponibili a supporto dei processi decisionali e di altro genere, quali robotica applicata ai prodotti elettromedicali, chatbot conversazionali, predizioni consentite dal Machine Learning o dallo speech-to-text.

Nel 2023, 83 aziende hanno aderito a IDA, che ha siglato alleanze con le principali associazioni data center europee.

“Vorremmo, attraverso i nostri gruppi di lavoro, agire sulle aree chiave del settore, creando analisi di mercato che ci permettano di rappresentare capacità e realtà del mondo dei data center in Italia. Comunicazione, networking e relazioni istituzionali sono tre elementi su cui vogliamo basare l’operato di IDA”, ha concluso Becker.

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