La Pubblica Amministrazione è uno dei dei settori sui quali Acronis sta puntando per una crescita ulteriore in Italia. E tra i tasselli fondamentali per perseguire tale obiettivo c’è il conseguimento del livello di qualificazione QI2/QC2, come definito da ACN (Agenzia Nazionale per la Sicurezza Informatica), relativamente alle piattaforme Acronis Cyber Infrastructure e Acronis Cyber Cloud. Qualificazione che, disponibile sul Cloud Marketplace di ACN nelle prossime settimane, riguarda il possesso dei requisiti per la gestione di dati e workload critici per i clienti del comparto PA. E che può fare da propellente anche per i partner della stessa Acronis.

Denis Cassinerio, Acronis Senior Sales Director and General Manager South EMEA

“Si tratta di un aspetto importante che si inserisce in una strategia che va appunto a sostegno dello sviluppo dei nostri partner. Di fatto Acronis ha compiuto un percorso che l’ha vista passare da azienda che si occupava esclusivamente di backup a realtà che eroga una piattaforma completa per la resilienza. Ecco che se finora c’è chi nel settore pubblico non ha potuto beneficiare dei nostri servizi a causa dei requisiti normativi da soddisfare, oggi con la qualificazione ACN lo scenario è cambiato. Per gli enti così come per le realtà che li servono”, ha spiegato Denis Cassinerio, Acronis senior sales director and general manager South EMEA, descrivendo un’evoluzione avviata con l’inaugurazione nel 2022 di un cloud data center in Italia ad Acilia in co-location presso Noovle. Occasione in cui era stato di fatto preannunciato proprio il prossimo traguardo della qualificazione ACN che nel caso di Acronis riguarda 366 requisiti in ambito di sicurezza, capacità di elaborazione, affidabilità dell’infrastruttura e scalabilità dei servizi cloud.

“Il nostro è un posizionamento unico nell’ambito UE, come vendor di sicurezza che combina l’anima della data protection e della cyber security e offrendo questi servizi con un proprio data center qualificato ACN. A questa qualificazione ne seguiranno altre per gli altri data center presenti in territorio europeo”, ha proseguito Cassinerio inserendo il tutto in un contesto in cui l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha fornito una classificazione per definire le tipologie di dati in possesso delle PA le quali devono identificare la rispettiva classe di rischio prima di procedere a una migrazione cloud: dati critici, dati pubblici, dati strategici.

Ecco che le PA hanno la possibilità di operare anche con player cloud locali, purché qualificati. “I benefici per i nostri partner sono quelli di non dover investire direttamente in infrastruttura o in qualificazione, utilizzando appunto il nostro data center e veicolando l’offerta di cyber protection di Acronis alle PA. Oggi lavoriamo con 500 realtà clienti appartenenti a questo comparto e l’opportunità ora cresce considerate le migliaia di Comuni, di scuole e altre realtà che possono beneficiare di una strategia che il mercato ci sta riconoscendo come giusta. Ossia un percorso che va verso la semplificazione della security e contro la complessità operativa.”

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