Commvault ha rilasciato Commvault Geo Shield, una nuova soluzione pensata per aiutare le organizzazioni a proteggere e recuperare i dati critici garantendo, allo stesso tempo, il pieno controllo sulla loro ubicazione, sulle modalità operative degli ambienti e sulla gestione delle chiavi di crittografia.
L’iniziativa nasce in risposta alla crescente attenzione verso la sovranità dei dati e alla rapida diffusione del cloud, fattori che stanno spingendo aziende e pubbliche amministrazioni a richiedere livelli sempre più elevati di controllo, compliance e resilienza. In questo contesto, Commvault rafforza il proprio impegno nel supportare clienti operanti in ambienti regolamentati, offrendo soluzioni flessibili e conformi alle normative locali e internazionali.
“Commvault Geo Shield è stata progettata per aiutare i clienti a rafforzare la resilienza, supportare i requisiti di compliance e mantenere il controllo su come e dove vengono gestiti i loro dati -, ha dichiarato Rajiv Kottomtharayil, Chief Product Officer di Commvault -. L’obiettivo è fornire un approccio unificato che non costringa le aziende a scegliere tra sicurezza, continuità operativa e sovranità”.
Alla base di Geo Shield c’è l’architettura adattiva di Commvault, che separa control plane e data plane, consentendo alle organizzazioni di decidere dove risiedono i dati, come vengono protetti e chi può monitorare e gestire gli accessi, sia in ambienti gestiti direttamente dai clienti sia tramite partner qualificati. Questa impostazione permette di rispondere a esigenze di sovranità cloud differenziate, offrendo diverse opzioni di implementazione.
Tra queste rientrano l’utilizzo di Commvault Cloud SaaS in regioni hyperscaler locali per soddisfare i requisiti di data residency, in regioni hyperscaler sovrane (con supporto iniziale per ambienti come AWS European Sovereign Cloud) e soluzioni sovrane gestite da partner. Sono inoltre previste implementazioni di cloud sovrani privati, gestiti direttamente dai clienti o da partner designati in ambienti dedicati.
Dal punto di vista funzionale, Commvault Geo Shield consente di garantire la cyber resilience senza compromettere la sovranità dei dati, supportando modelli di recovery e resilienza operativa che mantengono il controllo regionale su dati, operazioni e chiavi di crittografia. La soluzione supporta inoltre modelli Bring Your Own Key (BYOK) e Hold Your Own Key (HYOK), integrandosi con moduli di sicurezza hardware (HSM) gestiti dal cliente o dai partner, e risponde a requisiti stringenti come le operazioni “no call home”.
Commvault vanta già un ampio supporto a normative e framework di compliance a livello federale, industriale e globale, tra cui FedRAMP High, FIPS 140-3, GovRAMP, SEC Rule 17a, HIPAA, PCI DSS v4.0, oltre a DORA e NIS2 in ambito europeo. A questi si aggiungono certificazioni e riconoscimenti internazionali come IRAP PROTECTED per il governo australiano e lo status di Cloud Service Provider certificato dal Dubai Electronic Security Center. Con Geo Shield, l’azienda compie un ulteriore passo nel coniugare requisiti normativi, sovranità e resilienza all’interno di una piattaforma unificata.
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