“Il digitale è la chiave di volta per portare anche l’efficienza energetica al tavolo delle fonti rinnovabili. Sì, perché l’efficienza energetica è iscrivibile a pieno titolo tra le fonti rinnovabili ma va coltivata, declinata e messa e attuata.
Nella definizione digital energy notiamo un trend topic che abbraccia concetti anche molto diversi. Sicuramente un tema è quello della misura e della gestione dei dati che diventano informazioni, ma chi è il destinatario di queste informazioni? Di norma è l’utente finale, il quale però di mestiere però non fa l’energy manager. Occorre quindi trasformate il dato in un servizio che porti valore all’utenza. Se guardiamo la gestione degli edifici questa situazione è ancora più evidente.
Da parte nostra, siamo partiti dall’idea per poi costruirci attorno un device. Il secondo passo è stato è stato quello di remotizzare, individuando il cloud come il sistema più economico per trasportare i dati e renderli disponibili. A quel punto ci sono venute altre idee e adesso la nostra soluzione, che inizialmente era molto device-centrica, sta diventando sempre più cloud-centrica.
Riusciamo a raccogliere informazioni da fonti diverse e allo stesso tempo metterle a disposizione di utenti diversi unitamente a un insieme di azioni gestionali che portano già da subito una riduzione dei consumi. In pratica mettiamo in sinergia informazioni che adesso si trovano in silos verticali, mettendole a fattor comune per creare ecosistema di servizio”.
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