Il senso del lavoro. Ridare significato a ciò che facciamo. È stato questo il titolo del General Meeting 2023 di Cefriel, il centro di ricerca, innovazione e formazione fondato nel 1988. Un’occasione di confronto su una tematica sempre attuale ancor più in un momento storico di grande cambiamento, anzi di quella che in molti hanno definito “era dell’incertezza”, come ha sottolineato Donatella Sciuto la Rettrice del Politecnico di Milano, con il lavoro che deve essere percepito come un’opportunità. Stefano Venturi, Presidente di Cefriel, ha quindi aggiunto che per il Centro il futuro è visto in modo molto positivo avendo chiuso il più grande anno di sempre per quantità di progetti realizzati, con un balzo rispetto al periodo pre pandemia.

“Questo ci incoraggia a fare a ancora meglio e intraprendere un’accelerazione importante nel percorso di trasferimento tecnologico dalla ricerca all’impresa”, ha sottolineato Venturi aggiungendo che quella di Cefriel è un’attività partita nel 1988, già vicina al tema del lavoro relativamente alla formazione. Formazione per avvicinare gli studenti al mondo dell’impresa. “Il nostro DNA è il trasferimento del know how dall’Università all’impresa. Lavorando sul trasferimento tecnologico che oggi è l’attività principale di Cefriel, pur mantenendo comunque la parte di formazione. Che è fondamentale per mettere a terra le competenze. Abbiamo 150 ingegneri che operano con passione straordinaria in un’attività che non è a scopo di lucro, finanziandoci con i progetti realizzati con le imprese.”

Il General Meeting è nato per ascoltare voci diverse, e imparare da loro. Alfonso Fuggetta, AD e direttore scientifico di Cefriel ha in tal senso sottolineato che il lavoro contribuisce a qualificare la dignità della persona. E si sa che questo oggi è un problema. “Oggi ci sono diverse verità che si scontrano. C’è chi dice che non c’è lavoro, adeguato alla propria professionalità e alla propria dignità. Le aziende dal canto loro fanno fatica a trovare il personale di qualità”. Esiste nella sostanza un grande ‘mismatch’ tra ciò che cercano le organizzazioni e ciò che cercano le persone, con un sistema formativo che appare sbilanciato. “Bisogna aiutare i ragazzi a fare una scelta ragionata e dove questa si sta sviluppando il mercato del lavoro appare più stabile. La formazione non è un costo ma una dimensione essenziale della vita dell’impresa e del lavoratore. Manca inoltre il capacity planning del sistema formativo, ma anche innovazione nell’impresa. Bisogna lavorare per innovare i posti di lavoro, belli e nuovi. E serve quindi uno sviluppo continuo delle professionalità. Una grande sfida.”

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