Da oltre 25 anni sul mercato per una storia iniziata a Napoli, Innovaway è una realtà che si è evoluta nel tempo per adattarsi a un mercato in rapido cambiamento. Il tutto operando oggi sì fronte trasformazione digitale ma distinguendosi anche per una profonda ‘cultura del servizio’, tanto da definire i suoi collaboratori i ‘blue collar’ della digital transformation.

“Dal 2017 abbiamo registrato una crescita organica di oltre tre volte e inorganica di oltre quattro volte. Meno del 5% dei nostri ricavi viene generato in Campania a indicare la nostra forte capacità di operare in mercati più competitivi a livello nazionale, con un’organizzazione oggi composta da oltre 800 professionisti, distribuiti a Napoli (meno della metà) con un’appendice a Benevento, e a Milano, Roma, Torino, oltre a un polo in Albania (Tirana) con un centinaio di persone, che supporta software factory e servizi gestiti,” spiega il direttore generale Antonio Burinato, sottolineando come l’azienda sia nata per supportare i clienti nell’utilizzo del digitale arrivando oggi a progettare e realizzare soluzioni, assicurando che queste funzionino realmente e producano i benefici attesi.

“Si tratta di un approccio cruciale anche nell’adozione dell’intelligenza artificiale, dove spesso si riscontrano costi elevati ma un incerto ritorno sull’investimento. Noi ci propiniamo come service provider completo della system integration, garantendo che le soluzioni implementate siano operative ed efficaci. In tale scenario si preferisce parlare di ‘intelligenza aumentata’,” gli fa eco Sergio Ajani, service & solutions design director.

A livello finanziario, Innovaway aveva chiuso il 2024 con circa 52 milioni di euro di fatturato, prevedendo di raggiungere alla fine di quest’anno a circa 60 milioni di euro e puntando più avanti a un ulteriore traguardo con il piano industriale 2026-2028. Ecco che tra i clienti principali, si annovera il gruppo Intesa Sanpaolo, che rappresenta circa 10 milioni di euro di ricavi, con Innovaway che fornisce service management e copre specifici ambiti come il supporto alle filiali bancarie, a Digibank e a Fideuram.

“Stiamo espandendo la nostra collaborazione con Intesa Sanpaolo anche nell’ambito della quality assurance delle soluzioni applicative. Altri settori da noi indirizzati includono il retail (un esempio quello di Rinascente) e il fashion per circa 10 milioni di euro, e il settore pubblico per circa 25 milioni di euro (esempi sono INPS per lo sviluppo applicativo, sanità digitale per il progetto di telemedicina di Agenas, in partnership con Engineering). Circa 10 milioni di euro derivano infine dalla rivendita di soluzioni tecnologiche,” precisa Burinato.

Sergio Ajani, service & solutions design director di Innovaway

Le collaborazioni

Tra i principali partner di Innovaway figurano HCL Software, Rubrik, OpenText e Huawei. L’approccio al cloud computing è agnostico, privilegiando soluzioni ibride e focalizzandosi sul ‘come’ implementare soluzioni per ottimizzare costi e sicurezza. Infine, relativamente alla strategia di crescita futura, Innovaway punta a consolidare la propria posizione e innescare un ulteriore sviluppo anche attraverso la presenza in alcune convenzioni CONSIP (sanità digitale con Engineering, system management e servizi gestione e manutenzione con TIM e FastWeb, istituti universitari e di ricerca per CRUI). L’azienda inoltre valuta anche acquisizioni, ma solo quelle che rafforzano la propria offerta e si allineano con il proprio DNA e focus su grandi clienti e pubblica amministrazione.

“L’innovazione e la ricerca e sviluppo (R&D) sono inoltre nostri fattori distintivi, con progetti sperimentali come il progetto INFANT, che si è aggiudicato il Premio Speciale nella categoria Sanità ai Digital Innovation Forum – ComoLake Awards 2025, che consentono di testare soluzioni e approcci prima di applicarli ai servizi per i clienti”, sottolinea Burinato.

Operativamente Innovaway sposta il modello prescelto dal ‘break and fix’ (gestione di problemi) al ‘prevent and manage’ (prevenzione e gestione), utilizzando la tecnologia per ridurre i rischi e le criticità. Il tutto riconoscendo la complessità crescente del panorama digitale e della sicurezza informatica, in un contesto in cui emerge la necessità di integrare diverse competenze e di comunicare efficacemente i rischi e le soluzioni a tutti i livelli aziendali.

“Oltre a lavorare in autonomia o in collaborazione con altre realtà, ci occupiamo dell’intero ciclo di vita del software, incluso il testing, ambito in cui siamo specializzati. Siamo inoltre in grado di erogare questo servizio anche in produzione, non solo dal punto di vista tecnologico ma anche da quello degli utenti,” conclude Ajani.

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