L’evento Cisco Live EMEA, la cui ultima edizione si è svolta ad Amsterdam a inizio febbraio, ha messo al centro alcune innovazioni sviluppate per un posizionamento all’avanguardia nell’era dell’intelligenza artificiale. In particolare – come ha spiegato di recente Gianmatteo Manghi, amministratore delegato di Cisco Italia in un incontro con la stampa – la focalizzazione riguarda infrastrutture AI-ready, sicurezza potenziata, un approccio unificato tramite piattaforme e un impegno per la fiducia e la sovranità digitale. Gli annunci mirano, di fatto, a rendere le organizzazioni più resilienti, efficienti e sicure nell’adozione dell’AI.

Gianmatteo Manghi, amministratore delegato di Cisco Italia
Andando nel dettaglio, si parte da un’infrastruttura AI-Ready che guarda a una serie di esigenze laddove le applicazioni AI (generative, agentic, deterministiche, vertical-specific) richiedono reti ad alte prestazioni e altamente sicure con bassa latenza e alta affidabilità. Tra gli annunci, quindi, il chip Silicon One G300, che – come ha spiegato Stefano Gioia, cloud e AI architect Emea di Cisco – raddoppia le prestazioni della generazione precedente, raggiungendo 102,4 terabit al secondo e supportando porte Ethernet da 1,6 terabit. Questo offre a Cisco un maggiore controllo sulla tecnologia di base.
L’AI è inoltre integrata nelle infrastrutture di rete per automatizzare configurazioni, rilevare guasti e supportare la gestione, aumentando efficienza e affidabilità. Si parla in primis di piattaforme avanzate con i sistemi Cisco Nexus 9000 e Cisco 8000, progettati specificatamente per cluster AI su larga scala e data center. Il tutto con disponibilità in versioni con raffreddamento ad aria e a liquido per gestire l’elevata densità termica, riducendo il consumo energetico fino al 70%.
Oltre i chatbot
Luca Relandini, principal architect observability di Cisco Italia è entrato quindi nel dettaglio dell’Internet of Agents un progetto open source finalizzato alla definizione degli standard per l’Internet degli Agenti, come accadde in passato con il Web. L’idea è che l’intelligenza artificiale vada oltre i chatbot, con agenti capaci di eseguire task complessi e coordinarsi tra loro (si parla di architetture multi-agente) per la gestione degli incidenti. Tutto questo facendo leva sulla Cisco Data Fabric, una piattaforma dati orizzontale che raccoglie e analizza informazioni da tutti gli asset aziendali (infrastruttura, applicazioni, processi, persone) per un’osservabilità completa.
Ecco che l’AI Assistant si propone come assistente virtuale integrato in tutti i prodotti Cisco, alimentato da un Large Language Model (LLM) che si appoggia sulla lunga esperienza del vendor in ambito networking.
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