Esaminare le più complesse sfide di oggi con la lente dell’innovazione. È stato questo l’obiettivo di Oracle Technology Summit, evento rivolto ai decisori IT delle più importanti organizzazioni italiane. Ad aprire l’incontro nell’edizione milanese dell’appuntamento, Alessandro Ippolito, VP South-EMEA Technology e Country Leader di Oracle Italia, che ha ricordato alcune caratteristiche dell’approccio di Oracle al mercato, basato su una scelta di apertura tecnologica e culturale e sulla collaborazione con l’ecosistema di clienti e partner. “È un rapporto che Oracle interpreta nel segno della trasformazione digitale, dell’attenzione alle persone – testimoniata anche da recenti riconoscimenti come l’inserimento nella lista delle migliori aziende italiane in cui lavorare stilata da LinkedIn – e del contributo alla comunità, anche attraverso la sede di Milano che vogliamo far diventare un hub di innovazione aperto ad aziende e cittadini”, ha spiegato prima di cedere la parola a Andrea Sinopoli, VP e Cloud Tech Country Leader di Oracle, che ha evidenziato come il consumo del cloud da parte dei clienti sia aumentato nell’ultimo anno di circa il 50%.

Le esperienze di successo

E, parlando di clienti, protagoniste dell’evento sono state le esperienze di tre importanti organizzazioni, a partire da ARIA, la società in-house di Regione Lombardia. A presentarla, Lorenzo Gubian, Direttore Generale dell’azienda, che ha sottolineato come, grazie alla semplicità della migrazione su OCI (Oracle Cloud Infrastructure), ARIA abbia potuto implementare una strategia di ‘datacenter exit’ quasi totale. La società, infatti, ha scelto di affrontare il cloud journey in ottica multicloud, il che ha permesso di gestire la migrazione dei dati critici relativi ai principali servizi della sanità lombarda secondo i più alti standard di sicurezza e alta affidabilità, con il cloud Oracle che ospita e gestisce le basi dati critiche, da un lato, mentre lo strato applicativo è gestito con AWS, dall’altro, grazie a un’integrazione a bassa latenza fra i due cloud provider. Grazie alle prestazioni di OCI e alla gestione semplificata con Exadata Database Service, è stato possibile consolidare e aggiornare gli ambienti inizialmente distribuiti su architetture hardware eterogenee passando al cloud, con performance e latenza migliori rispetto alla situazione iniziale on-premise. Di rilievo anche l’esperienza di Sisal, raccontata da Alberto Clemente, Responsabile delle architetture e dell’ingegneria della società, che ha illustrato un’interessante applicazione di AI e machine learning sviluppata su Oracle Cloud per identificare, attraverso pattern di gioco riconoscibili, i comportamenti borderline dei giocatori e prevenire eventuali rischi di ludopatia.
Da ultimo è stato esaminato il caso d’uso di Bitron, multinazionale italiana del settore manifatturiero specializzata in meccatronica. A presentarla, Federico Perrero, Direttore Qualità e Digitalizzazione dei processi dell’azienda, che ha spiegato come grazie agli strumenti di AI e machine learning del Cloud Oracle la società abbia potuto rendere smart l’ingresso di componentistica elettronica da diversi fornitori nel mondo, ricodificandoli, sia per ridurre la probabilità di errore nell’associare i codici Bitron necessari alla produzione sia per prevenire problemi di supply chain. Non solo: grazie al machine learning, l’azienda è stata in grado di implementare un progetto ESG legato alla produzione, con il miglioramento in termini di consapevolezza dei dati da parte dei dipendenti anche in termini di impatto ambientale dei componenti acquistati e del futuro prodotto finito.

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