La maggior parte delle aziende, ormai, ha adottato una o più soluzioni di sicurezza per proteggere i propri sistemi da attacchi esterni e/o dalla perdita di dati dovuta a disattenzione o dolo, eppure il cyber crime è più fiorente che mai e registra giri d’affari da capogiro. Come mai? “Perché gli attacchi sono diventati ‘chirurgici’ e sempre più spesso non prendono di mira sistemi o applicazioni ma l’anello debole della catena: le persone”, commenta Ryan Kalember, executive vice president cybersecurity strategy di Proofpoint. “Una delle strategie più efficaci per portare a termine con successo un attacco, oggi, è la cosiddetta ‘ingegneria sociale’, che si basa sull’enorme mole di dati che tutti noi disseminiamo in rete sia a livello personale che professionale. I malintenzionati trovano sempre nuovi modi per ‘impersonare’ interlocutori credibili e trarre così in inganno le persone, inducendole a cliccare su un link, un allegato o un dominio compromessi. Destinatario di questa tipologia di attacco può essere chiunque, non solo CIO, CEO o top manager, ma anche, e soprattutto, chi ha accesso a dati e informazioni sensibili, quali progettisti, assistenti personali ecc. In altre parole, tutti coloro che possono essere oggetto di attacchi altamente targettizzati, che definiamo VAP, Very Attacked People, e che con le nostre soluzioni proteggiamo in maniera proattiva”.

Un approccio sempre più apprezzato

Ryan Kalember, Executive vice president cybersecurity strategy di Proofpoint

L’approccio alla sicurezza incentrato sulla persona di Proofpoint è sempre più apprezzato dal mercato, come testimonia il trend di crescita che la società continua a registrare in tutte le geografie in cui opera, Italia inclusa, come ha evidenziato Luca Maiocchi, country manager Italia della società: “l’ultimo anno fiscale è stato chiuso con un fatturato globale pari a 717 milioni di dollari, in crescita del 38% rispetto all’anno precedente, mentre per quanto riguarda il nostro Paese basti dire che in meno di due anni abbiamo costruito una realtà in cui operano 16 professionisti altamente qualificati e che i clienti acquisiti sono già una cinquantina”.

Proofpoint continua a investire sia per linee interne che esterne per rafforzare la propria proposizione come testimonia, ad esempio, la recente acquisizione di Meta Networks, società israeliana attiva in ambito Zero Trust Network Access. L’obiettivo è rendere disponibile una piattaforma estesa di cloud access e security sempre più efficace e performante.

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