Libertà, responsabilità, coraggio e impegno: sono questi i valori fondanti attorno a cui è nata Red Hat, rappresentati in maniera energica e coinvolgente dai ballerini della compagnia Kataklò che hanno dato il via al Red Hat Open Source Day 2019 di Milano. Subito dopo è salito sul palco Gianni Anguilletti, vice president Med Region di Red Hat, che ha ribadito come le tecnologie sviluppate secondo il modello open source rappresentino oggi il cuore dell’innovazione tecnologica, dal cloud ai big data, dai container al mobile, sino ad arrivare alle soluzioni di orchestrazione e governance. “Per essere innovativo, l’IT oggi deve essere ibrido”, ha evidenziato. “Ma per trasformare un ecosistema IT in costante espansione, dai data center tradizionali ai servizi di cloud pubblico, in un vero e proprio ambiente ibrido occorre garantire stabilità in base alle esigenze, agilità nel trasferimento dei carichi di lavoro, sviluppo e gestione di applicazioni eseguibili ovunque. È ormai evidente che per raggiungere questi obiettivi il modello open source è il migliore, e Red Hat rappresenta un potente catalizzatore all’interno delle community più dinamiche e avanzate. Lo stack di soluzioni e tecnologie che validiamo e portiamo sul mercato, a cominciare da Red Hat Enterprise Linux, OpenShift e Ansible, tutte ulteriormente arricchite nel corso del 2019, testimoniano la nostra capacità di avere una visione di lungo periodo, ribadita dal fatto che ci impegniamo a mantenere stabili e aggiornate le nostre soluzioni per 10 anni”.
L’ingresso nella compagine IBM, hanno ribadito Anguilletti e Werner Knoblich, senior VP and general manager Emea della società, ha ampliato ulteriormente la capacità dell’azienda di declinare al meglio la propria proposizione, basti pensare che Big Blue sta ottimizzando tutto il suo portafoglio di offerta per la piattaforma Red Hat OpenShift. “Manteniamo una forte autonomia, ma stiamo lavorando insieme per fornire al mercato strumenti basati su open standard in grado di accelerare una reale trasformazione digitale delle organizzazioni”, ha ribadito Anguilletti.
Italia, un mercato sempre più ricettivo
Rodolfo Falcone, nuovo country manager della filiale italiana, ha avuto il compito di fare il punto sull’andamento della società nel nostro Paese, sottolineando innanzitutto come nel corso del 2019 i dipendenti di Red Hat Italia siano cresciuti di oltre il 20%, passando da 161 a 192, un chiaro indicatore del momento favorevole che l’open source sta vivendo anche in Italia. “Vediamo progetti ambiziosi e di ampio respiro in tutte le industry, inclusa la pubblica amministrazione”, ha assicurato, e questo non può che essere un segnale positivo non solo per Red Hat ma anche per i suoi business partner, oltre 40 presenti all’evento, e per tutto il sistema Paese.
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